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sabato 12 gennaio 2008

Fine della vacanza

A Wengen, a due passi dall'Eiger, gli sciatori avevano riempito tutti gli alberghi, non c'era più nessuno della vecchia compagnia. A Kleine Scheidegg, nella pensione di Frau Hauptdenkazz erano rimasti soltanto Carmen, la redattrice dello Shitmaker e Prick, il facchino. Copulando e copulando non si erano accorti del tempo che passava.
"Domani vediamo la libera e poi ce ne torniamo a casa" disse Carmen, molto stancamente. Era infatti molto stanca e Londra, con i suoi intrighi, cominciava a mancarle. Se poi avesse avuto bisogno di Prick, avrebbe potuto chiamarlo.
Alla fine della libera avrebbe cercato di farsi Bode Miller e poi sarebbe partita.

giovedì 13 dicembre 2007

Un altro Eiger


Una spedizione ucraina in Nepal, dopo la conquista del Himal Chuli, si è trovata di fronte ad uno dei tanti fenomeni di inversione speculare terrestre, la copia fedele dell'Eiger, chiamata dagli abitanti del posto Simnang Himal, affacciata su un ghiacciaio nei pressi di Manaslu (copia fedele di Grindelwald).

Nella foto, la parete sud del Simnang Himal (parete nord dell'Eiger)

lunedì 10 dicembre 2007

Un po' di chiarezza...

Vediamo di riepilogare per aiutare i lettori: in un turbine spaziotemporale vari personaggi, vecchi e nuovi, stanno convergendo verso la Svizzera. Si presume che nascosto sotto l'Eiger ci sia qualcosa di misterioso, come una enorme campana, una piantagione di liliacee che fanno bruciare il culo, o forse la stessa Atlantide.
Forse c'é un Aleph che risolverebbe l'intera saga, ma forse è presto per dirlo...
La camorra, che vuole fare una lottizzazione a Shitland, ha bisogno dell'appoggio di Carne, impegnato in attività alpinistiche.
L'ambiguità Carne/Carnet continua, accentuando il divario tra due identità o il divario temporale che separa i momenti di un'unica esistenza...



e questo è tutto, almeno per ora.

Ma bisogna aggiungere che Grande Merda e Colui-il- Cui-Nome-non -può-Essere-Nominato hanno ingaggiato Wilfried Capece, guida alpina svizzera con padre partenopeo, per condurre una spedizione perlustrativa sull'Eiger.
Kate Fuller, informata da Bascomb di questo progetto (Kate infatti adesso lavora al fianco di Carnet), ha ingaggiato due troie obese dell'Engadina, Frieda Klaustermann e Greta Hoffenbach, per annientare le energie della guida alpina la notte prima dell'escursione.
Wilfried adora le ciccione ed è caduto nel tranello.
Alla Gasthof Der Kleine Capece, gestita dalla cognata di Wilfried, l'uomo si sta concedendo una serata davvero particolare, costringendo Frieda e Greta a ingozzarsi a vicenda di wurstel formato magnum, utilizzando i suddetti alimenti per usi anche non strettamente alimentari. Wilfried, dopo sedici pinte di birra, ha dichiarato che è in arrivo Der Maxi Wurstel, e Greta e Frieda battono gioiose le mani attendendo trepidanti la Pietanza Finale.
A tanto sono costrette un'infermiera professionista e una ricercatrice del CERN di Ginevra per arrotondare lo stipendio. E con i 18000 euro offerti da Kate il loro arrotondamento procede.

domenica 9 dicembre 2007

The Bell & the Cross

Di Carnet si diceva così: cresciuto sotto una campana.
Anche a vederlo così, seduto sul Trenino Rosso del Bernina con il suo completo da viaggio in tweed, il suo buffo baule di cuoio, si capiva benissimo che non era un inviato del Shitland Express. Le sue movenze, il suo fare aristocratico, anche solo soffiandosi il naso, non passavano inosservati.
Adesso che aveva mandato Bascomb in avanscoperta e che era rientrato in scena, c'era più bisogno che mai del Fondatore.
Nella sua mente le immagini dell'Eiger - erano passati più di cinque anni - si sovrapponevano a quelle di una corda per alpinismo in procinto di strapparsi... ma una telefonata lo risvegliò

sabato 8 dicembre 2007

Carne sapeva?

Era meglio che Bascomb non ne sapesse nulla. Carne era salito sull'Eiger, aveva cercato di saperne di più e sicuramente ne sapeva di più. La scelta di scalare la parete nord era sicuramente un diversivo anche perchè sulla parete est della montagna e neanche troppo vicino alla cima almeno due milioni di metri cubi di roccia minacciavano di staccarsi dalla parete e precipitare a valle.
Negli ultimi giorni geologi e geofisici svizzeri avevano posizionato un gran numero di strumenti per seguire da vicino l'evolversi della situazione. E dai dati del monitoraggio risulta che la parete instabile si è abbassata di 2,5 metri e la fenditura che sta staccando una gigantesca lamina dalla parete continua a crescere. Spiega Hansrudolf Keusen, uno dei geologi che segue la situazione: "La crepa si sta allargando di 5 centimetri al giorno. Risulta però impossibile dire quando la roccia precipiterà. Difficile dire se avverrà tutt'assieme oppure pezzo dopo pezzo.".
Che Carne fosse lì in quei giorni non poteva essere una coincidenza. Chi c'era dietro a tutta questa storia? E soprattutto cosa si nascondeva dentro?


Il volo dell'Uomo Smeraldo

Crotalo si era sistemato vicino al finestrino. Una grande quantità di mezzi pesanti erano passati di fianco al treno, carichi di neve, di quella neve che sarebbe servita per il fondo della discesa libera di Wengen, quella famosa, con quel tratto vertiginoso che portava al sottopassaggio sopra il quale Crotalo sarebbe passato di lì a qualche minuto. L'Eiger era lì di fronte, con la sua terribile parete nord. All'improvviso dalla stessa parete uscì qualcosa, precipitò per un centinaio di metri e poi si fermò quasi, trattenuto da una grande ala planante. Il paracadute sembrò prendere velocità in direzione del trenino, diventò sempre più grande finchè planò sul tetto del suo vagone. L'uomo volante si calò dal tetto, bussò al finestrino ed entrò nel vagone. Crotalo lo riconobbe dal soprabito scuro, dalla cravatta sgargiante, dallo smeraldo che portava all'anulare della mano sinistra.
"Sono B." disse ricordando le istruzioni di Controllo Mago.
"Dove sono finiti quei due?"
"Carne e i suoi sono di ritorno. Si è già sparsa la voce."

Carnet/Stufflaecker

"Quei pochi lettori, forse solo quell'unico lettore, che è anche uno degli scriventi, avrà certamente capito che c'è qualcosa di Godel in questo romanzo. Non so un cazzo di Godel, ma certamente è così"
A queste parole, Bascomb ebbe come un lieve sussulto
"Certamente, signore" disse
"Così i morti potrebbero non essere morti, vero Bascomb?"
"Se è vero l'assunto precedente, non v'è ombra di dubbio, signore"
"Vedi, Bascomb.... ho qui davanti questa pagina del volume precedente..."
Bascomb infilò gli occhiali a pince nez che teneva abitualmente nella waistcoat pocket e lesse:

Il vecchio Timothy Graham Fuller chiese un po' d'acqua. Nella penombra della stanza, i suoi novantasette anni gli stavano scorrendo rapidamente davanti, come immagini di lanterna magica: il vecchio Culloden che pone la prima pietra della fabbrica della Salsa Pea & Lerrins, la sua prima notte nello stabilimento, il giorno in cui il vecchio conte gli rivelò la formula segreta, poco prima di essere ucciso da una pallina da golf, mentre chiacchierava con Meredith Jackobson al Willerby Garden. Per anni aveva continuato quel rituale in segreto, ma adesso stava tirando le cuoia, e doveva rivelare la formula della famosa salsa a qualcuno. C'era, ovviamente, una formula depositata, ma mancava di un ingrediente, quello che la rendeva inimitabile, e che garantiva quel caratteristico bruciore al culo che era diventato uno status symbol.
"Mandatemi... Katherine" disse il vecchio, ormai alla frutta.
Kate entrò nella stanza. Gli occhi le luccicavano di commozione. Il suo vecchio nonno, Granfa Timmy, il grande vecchio, stava per andarsene.
"Nonno..." sussurrò
"Non c'è tempo per le smancerie, piccola. Come sai, di grano te ne lascio poco: seicento sterline nel materasso, e un po' di azioni della Pea & Lerrins. Non un granchè. Ma ti dico una cosa che vale oro: per fare la salsa ci vuole una pianta che cresce solo a Londra. Si chiama ... Shit Tree. Quando ...la spezzi, dai rami esce un liquame scuro e puzzolente. Quell'imbecille di Timothy Lovejoy Higgins, il naturalista, ci studiò ... per anni, ma riuscì solo a tirarci fuori un alcolico per gallesi, al sapore di acido fenico... Invece...."
Il vecchio era alle ultime battute, le parole uscivano ormai come flebili rantoli.
"Le troverai... nel parco....."
"Quale parco, nonno? Quale?"
Il vecchio allungò una mano verso la finestra, come per indicare una direzione. La mano rimase per un po' tremante e sospesa... poi cadde sul lenzuolo, come un pavone abbattuto mentre tentava l'ultima ruota.
Mentre spirava, dal culo del vecchio usci una flebile scoreggia. Forse era un'indicazione, ma Kate non se ne accorse.

"Sarebbe stato impossibile che Kate..." una sonora scorreggia interruppe anche questa frase.
Il Guardiano del Parco si alzò dalla scrivania.
"Il signore esce?"
"Sì, Bascomb!"
"...Ma... è appena rientrato dall'Eiger!"
"Bascomb, sei un maggiordomo, non una balia!"
"Grazie, Milord"



Who's who: Timothy Graham Fuller

Dove saranno quei due?

Possibile che per risparmiare i 172 euro del trenino avessero deciso di scalare la terribile parete nord? Certo 172 euro te li possono fare pagare solo in Svizzera ma è il modo più comodo per raggiungere la celeberrima Kleine Scheidegg, la terrazza dove da sempre si assiste con il fiato sospeso alle salite e alle tragedie sulla nord dell'Eiger. Proprio qui avviene il cambio dei convogli per continuare con la parte più spettacolare del giro, attraverso le Alpi fino al capolinea a Jungfraujoch, la stazione più alta d'Europa a 3454 metri, sul ghiacciaio dell'Aletsch. Il trenino passa nel tunnel scavato agli inizi del secolo scorso all’interno dell'Eiger e si ferma per 5 minuti nelle stazioni di Eigerwand e di Eismer: da qui i viaggiatori possono affacciarsi sulla nord dell'Eiger, e il nostro appuntamento era proprio nella prima, Eigerwand.
Non c'era nessuno - o almeno così mi sembrò - e così andai a dare un'occhiata dal grande finestrone scavato nella parete nord. Guardai verso il basso, nessuno stava salendo, scalatori zero, solo - molto più in basso - un elicottero pericolosamente vicino alla roccia. Mentre tornavo verso il treno incrociai un uomo. Alto, magro, con il viso olivastro, coperto da un soprabito di buon taglio da cui si intravvedeva una cravatta sgargiante. Abbozzò un sorriso, mi tese la mano che io strinsi e disse:
"Dove saranno quei due?"
e continuò senza aspettare la mia risposta. Ormai di spalle alzò la mano a mo' di saluto e si gettò nel vuoto. Un fascio di luce verde scaturì dal grande smeraldo che portava all'anulare della mano alzata.

giovedì 6 dicembre 2007

e si sparse la voce

"Non ce la faremo mai! Andrà sempre peggio"
Stava diventando una specie di ritornello e non c'era modo per interromperlo. Eravamo tutti nella stessa barca, appesi come eravamo alla terribile parete nord dell'Eiger, dominata per la prima volta nel 1938 da Harrer e Heckmaier. Poche ore prima ci stavamo riposando su una cengia della hinterstoiffer traverse (sufficientemente larga per starci in due ma non sufficientemente orizzontale per impedirci di scivolare) ed ora penzolavamo nel vuoto sperando che i nostri chiodi tenessero almeno fino all'arrivo dei soccorsi. Le imbragature avevano tenuto bene anche se i nostri inguini cominciavano a risentire della brusca frenata dopo la caduta. Carne, di fianco a me, cominciò a strofinarsi le parti dolenti, ripetendo l'operazione con una frequenza che giudicai eccessiva. Mi disse che ne traeva beneficio e cercai di imitarlo ricavandone una rapida erezione. Solo allora compresi la causa del sorriso ebete che da alcuni minuti si era stampato sul viso del mio compagno di avventure. L'elicottero arrivò mentre ci stavamo masturbando e poco dopo ci raggiunse la squadra di soccorso che ci riportò a casa. A casa? Si fa per dire. Non appena arrivati a Grindelwald fummo circondati dai giornalisti. Capimmo subito che la voce si era sparsa. Quale voce? La voce.