Quando la polenta cuoce alcune bolle salgono verso l'alto, gonfiano la superficie finchè non scoppia e una nuvoletta di vapore sale dal piccolo cratere verso l'alto. L'esplosione del container, soffocata dalla inconsistenza della massa di merda, null'altro aveva prodotto se non una piccola bolla di una decina di metri e un piccolo cratere che si era immediatamente richiuso come se non fosse successo alcunchè. Sulla superficie niente lasciava intuire quello che là sotto, da qualche parte, era successo.
Persino la CIA, che da alcune settimane controllava la zona dai satelliti, pur avendo registrato l'evento e avendo informato immediatamente il Ministero degli Esteri di Shitland, lo attribuì alla naturale fermentazione del sottosuolo ricco come ben sappiamo di materiale organico.
Kate era ancora a Parigi - e stava pensando di rimanerci ancora per un po' dopo che in pochi giorni si era disintossicata dalle esalazioni di Shitland - e lì le fu recapitata la foto ad alta definizione dello scoppio della bolla.
La CIA non aveta capito un cazzo, come al solito del resto. Kate invece aveva visto qualcosa di simile all'inizio delle nostre storie, su Schit, e questo non era certo bello per il futuro della nuova nazione. Qualcosa, là sotto, bolliva in pentola. Si ricordò di quando alla guida dell'idrante mobile c'era Pandemonium, che del bario sapeva tutto e sapeva anche del bario intatto (immerso nell'alcool generato dai liquami putrefatti) pronto ad esplodere a contatto dell'acqua. Si ricordò del ciclone Kyrill e dei 200 containers di bario dispersi durante la tempesta nel canale della Manica...
"Cazzo! perchè non sono andata in Nuova Zelanda?" gridò mentre si preparava a rientrare.
venerdì 11 gennaio 2008
Sotto/sopra
"L'Inghilterra è ormai incollata alla Francia, bisogna prenderne atto e rassegnarsi. Sarebbe successo in ogni caso, in fin dei conti il Canale della Manica prima o poi si sarebbe prosciugato e dobbiamo ringraziare Shitland perchè, con il suo arrivo, ci sono state risparmiate critiche e accuse di incapacità. Questo è tutto."
Così concluse la sua conferenza stampa il portavoce del governo inglese ben sapendo che nessuno avrebbe creduto a quanto aveva appena finito di dire. Il giorno dopo tutti i giornali avrebbero dato un'interpretazione diversa del suo discorso, avrebbero suggerito ipotesi e forse una di queste avrebbe potuto fornire le indicazioni sufficienti per trovare la soluzione. Non era la prima volta che il governo utilizzava questo trucco, buttava un'esca e pescava un bel pescione.
Mentre tutto questo (e tutto il resto) succedeva al di sopra del livello del mare al di sotto una strana macchina si muoveva lentamente pochi metri al di sopra del nuovo fondale alla ricerca del discendente di Uther Pendragon, inghiottito dall'isola un migliaio di anni prima.
Con un occhio all'oblò e l'altro alla mappa batimetrica, Robin Hardhead spinse dolcemente la cloche verso il basso e penetrò nel primo strato di merda. Dopo il fortunato ritrovamento in Egitto di alcune sepolture costituite da pozzi funerari della XVIII dinastia, semplici e senza pitture parietali, il famoso archeologo cercava qualcosa di più, voleva entrare nella leggenda, divenire consulente per le nuove puntate di Indiana Jones ed assicurarsi un futuro agiato. Per questo era pronto a finire nella merda.
Senza saperlo non solo finì nella merda ma soprattutto finì, senza onori. Il suo batiscafo aveva perforato una imprevista parete di metallo e la struttura non aveva resistito alla violenta e rapida esplosione che l'urto aveva provocato. Robin non sapeva che avrebbe incontrato uno dei duecento containers pieni di materiali tossici e/o esplosivi caduti in mare nel gennaio dell'anno precedente da una nave che stava per soccombere al tifone Kyrill. Shitland, nei suoi strati profondi, celava questo ed altri misteri. E pensare che sopra c'era uno spensierato che se la stava godendo!
Così concluse la sua conferenza stampa il portavoce del governo inglese ben sapendo che nessuno avrebbe creduto a quanto aveva appena finito di dire. Il giorno dopo tutti i giornali avrebbero dato un'interpretazione diversa del suo discorso, avrebbero suggerito ipotesi e forse una di queste avrebbe potuto fornire le indicazioni sufficienti per trovare la soluzione. Non era la prima volta che il governo utilizzava questo trucco, buttava un'esca e pescava un bel pescione.
Mentre tutto questo (e tutto il resto) succedeva al di sopra del livello del mare al di sotto una strana macchina si muoveva lentamente pochi metri al di sopra del nuovo fondale alla ricerca del discendente di Uther Pendragon, inghiottito dall'isola un migliaio di anni prima.
Con un occhio all'oblò e l'altro alla mappa batimetrica, Robin Hardhead spinse dolcemente la cloche verso il basso e penetrò nel primo strato di merda. Dopo il fortunato ritrovamento in Egitto di alcune sepolture costituite da pozzi funerari della XVIII dinastia, semplici e senza pitture parietali, il famoso archeologo cercava qualcosa di più, voleva entrare nella leggenda, divenire consulente per le nuove puntate di Indiana Jones ed assicurarsi un futuro agiato. Per questo era pronto a finire nella merda.
Senza saperlo non solo finì nella merda ma soprattutto finì, senza onori. Il suo batiscafo aveva perforato una imprevista parete di metallo e la struttura non aveva resistito alla violenta e rapida esplosione che l'urto aveva provocato. Robin non sapeva che avrebbe incontrato uno dei duecento containers pieni di materiali tossici e/o esplosivi caduti in mare nel gennaio dell'anno precedente da una nave che stava per soccombere al tifone Kyrill. Shitland, nei suoi strati profondi, celava questo ed altri misteri. E pensare che sopra c'era uno spensierato che se la stava godendo!
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Looking forward
Ma Carnet? Che cosa stava facendo? Che ruolo aveva in tutta questa vicenda? Informato dal fratello sui fatti, sul probabile imminente attacco a Shitland e sugli altri rischi imminenti (non tutti, ovviamente: Carne non sapeva nè dei piani camorristici ne degli intrighi di Lady Cophetua), prese anch'egli le sue decisioni.
Indossato un panama beige, una sahariana e un paio di pantaloni alla zuava, fece preparare da Bascomb alcuni petits fours, un po' di foie gras, due fette di pane al sesamo, una bottiglia di Meursault Puligny-Montrachet; imprecò perché era alla temperatura sbagliata. O meglio, la temperatura era giusta, ma avrebbe dovuto berlo subito. Invece Carnet si incamminò lungo la spiaggia con un cestino di vimini che conteneva il suo frugale pasto.
Dopo circa mezz'ora che camminava in direzione delle coste inglesi vide nei campi alcune giovani lavoranti del piccolo insediamento di Colon Channel. Si trattava di brava gente, che si era pagata a suon di bigliettoni una cittadinanza a Shitland con tutti i privilegi che ne derivavano, ma anche con il titolo di sudditi. Erano gente avventurosa. Come coloni dell'epopea americana, cominciavano a dissodare il terreno fertilissimo, a costruire graziose case in legno, ad allevare bestiame.
Tra queste giovani lavoranti, Carnet ne notò una particolarmente avvenente. Una camicia semiaperta lasciava intravvedere un seno di straordinaria consistenza, i cui capezzoli sembravano voler perforare l'esile trama del sottile tessuto. Giunta ormai alla spiaggia, la ragazza si tolse le scarpe, sollevò la pesante gonna da lavoro tipica delle shitlanders, e scoprì due lunghe gambe perfettamente disegnate, dalla carnagione liscia e compatta. Carnet osservava la scena da una decina di metri.
"Non è ancora stagione per il bagno!" disse.
"Volevo solo bagnarmi un po' i piedi... signor?"
"Di Culo"
"Oh, perdonate, Eccellenza, non vi avevo riconosciuto... nelle foto non siete mai così... elegante!"
"Già, la vanità non è il mio forte - rispose Carnet sospirando e guardando l'orizzonte. - Gradite un petit four?"
"Oh, grazie Eccellenza"
"Chiamami pure Sire. E tu, come ti chiami?"
"Mi chiamo Lola"
"Lola? Ma è delizioso! Lola: E poi?"
"Lola e basta, Sire. Non ho più un cognome. Qui a Shiland voglio avere un futuro. Il mio passato non mi interessa più"
"Massì - disse Carnet aprendo la bottiglia di Meursault - scordiamoci chi siamo! Terra nuova vita nuova, no?"
"Anche voi avete un passato da dimenticare, Sire?"
"Gia fatto, Lola" rispose Carnet infilando in bocca alla ragazza una tartina au foie gras.
Poi, distrattamente, chiacchierando, poggiò una mano suula gamba della ragazza.
"Cielo! Ma sei gelata, ragazza mia!" incalzò, massaggiandole le gambe.
"Non ti dispiace, vero, Lola?"
"Niente affatto, Sire"
In breve il massaggio divenne inguinale, e per poter proseguire più agevolmente Carnet sfilò le minuscole mutande alla ragazza, le appallottolò in una mano e le portò al naso.
"Souvenir de Shitland!" disse. Tutti e due risero.
"Cin cin"
"Senti, Lola, stavo pensando... che potresti venire a lavorare a palazzo. Ti andrebbe?"
"Non chiedo di meglio, Sire. Quando comincio?"
"Subito. Per stanotte alloggerai nella mia stanza, ti aspetta una nottata di duro lavoro. Domani si vedrà"
" Però il contratto lo firmiamo stasera, vero, Sire?"
"Domattina, Lola, domattina. Diciamo che stanotte facciamo un colloquio attitudinale"
Mentre ritornavano verso il Palazzo del Parlamento a Carneville, Carnet ebbe modo di pensare a come è facile risolvere in un sol colpo tutti i problemi: bastano alcuni petit fours, una bottiglia di Meursault Puligny-Montrachet, ammesso che sia alla temperatura giusta, e una Lola da strapazzare un po'. Continuava a non capire perchè quel pirla di suo fratello si struggesse tanto per una terra di cui fino a un anno prima ignorava l'esistenza. E soprattutto continuava a non capire la preoccupazione di Winnie, ormai quasi sempre irreperibile, all'estero, con la scusa di svolgere missioni per Mister Carne.
Ma adesso basta, i problemi erano risolti. Adesso l'unica battaglia da combattere era quella sul talamo, dove tutti vincono, con Lola-Lola, le sue gambette nervose e i suoi capezzoli appuntiti
Indossato un panama beige, una sahariana e un paio di pantaloni alla zuava, fece preparare da Bascomb alcuni petits fours, un po' di foie gras, due fette di pane al sesamo, una bottiglia di Meursault Puligny-Montrachet; imprecò perché era alla temperatura sbagliata. O meglio, la temperatura era giusta, ma avrebbe dovuto berlo subito. Invece Carnet si incamminò lungo la spiaggia con un cestino di vimini che conteneva il suo frugale pasto.
Dopo circa mezz'ora che camminava in direzione delle coste inglesi vide nei campi alcune giovani lavoranti del piccolo insediamento di Colon Channel. Si trattava di brava gente, che si era pagata a suon di bigliettoni una cittadinanza a Shitland con tutti i privilegi che ne derivavano, ma anche con il titolo di sudditi. Erano gente avventurosa. Come coloni dell'epopea americana, cominciavano a dissodare il terreno fertilissimo, a costruire graziose case in legno, ad allevare bestiame.
Tra queste giovani lavoranti, Carnet ne notò una particolarmente avvenente. Una camicia semiaperta lasciava intravvedere un seno di straordinaria consistenza, i cui capezzoli sembravano voler perforare l'esile trama del sottile tessuto. Giunta ormai alla spiaggia, la ragazza si tolse le scarpe, sollevò la pesante gonna da lavoro tipica delle shitlanders, e scoprì due lunghe gambe perfettamente disegnate, dalla carnagione liscia e compatta. Carnet osservava la scena da una decina di metri.
"Non è ancora stagione per il bagno!" disse.
"Volevo solo bagnarmi un po' i piedi... signor?"
"Di Culo"
"Oh, perdonate, Eccellenza, non vi avevo riconosciuto... nelle foto non siete mai così... elegante!"
"Già, la vanità non è il mio forte - rispose Carnet sospirando e guardando l'orizzonte. - Gradite un petit four?"
"Oh, grazie Eccellenza"
"Chiamami pure Sire. E tu, come ti chiami?"
"Mi chiamo Lola"
"Lola? Ma è delizioso! Lola: E poi?"
"Lola e basta, Sire. Non ho più un cognome. Qui a Shiland voglio avere un futuro. Il mio passato non mi interessa più"
"Massì - disse Carnet aprendo la bottiglia di Meursault - scordiamoci chi siamo! Terra nuova vita nuova, no?"
"Anche voi avete un passato da dimenticare, Sire?"
"Gia fatto, Lola" rispose Carnet infilando in bocca alla ragazza una tartina au foie gras.
Poi, distrattamente, chiacchierando, poggiò una mano suula gamba della ragazza.
"Cielo! Ma sei gelata, ragazza mia!" incalzò, massaggiandole le gambe.
"Non ti dispiace, vero, Lola?"
"Niente affatto, Sire"
In breve il massaggio divenne inguinale, e per poter proseguire più agevolmente Carnet sfilò le minuscole mutande alla ragazza, le appallottolò in una mano e le portò al naso.
"Souvenir de Shitland!" disse. Tutti e due risero.
"Cin cin"
"Senti, Lola, stavo pensando... che potresti venire a lavorare a palazzo. Ti andrebbe?"
"Non chiedo di meglio, Sire. Quando comincio?"
"Subito. Per stanotte alloggerai nella mia stanza, ti aspetta una nottata di duro lavoro. Domani si vedrà"
" Però il contratto lo firmiamo stasera, vero, Sire?"
"Domattina, Lola, domattina. Diciamo che stanotte facciamo un colloquio attitudinale"
Mentre ritornavano verso il Palazzo del Parlamento a Carneville, Carnet ebbe modo di pensare a come è facile risolvere in un sol colpo tutti i problemi: bastano alcuni petit fours, una bottiglia di Meursault Puligny-Montrachet, ammesso che sia alla temperatura giusta, e una Lola da strapazzare un po'. Continuava a non capire perchè quel pirla di suo fratello si struggesse tanto per una terra di cui fino a un anno prima ignorava l'esistenza. E soprattutto continuava a non capire la preoccupazione di Winnie, ormai quasi sempre irreperibile, all'estero, con la scusa di svolgere missioni per Mister Carne.
Ma adesso basta, i problemi erano risolti. Adesso l'unica battaglia da combattere era quella sul talamo, dove tutti vincono, con Lola-Lola, le sue gambette nervose e i suoi capezzoli appuntiti
giovedì 10 gennaio 2008
E' ovvio ormai che Lady C. ci condurrà per mano a una prima, fondamentale agnizione.

FACTA
Lady C. prende per mano il visitatore.
Lady C. prende per mano il visitatore.
Lady C. lo conduce attraverso più stanze.
I due giungono nella sala da musica.
Al centro della sala da musica una table habillée.
Semioscurità, come è consueto in un ambiente vittoriano.
Al centro della table habillée si erge indistinta una massa tondeggiante, circondata da trine e merletti.
Intorno alla tavola rotonda, coi volti coperti da maschere, alcune figure impaludate in mantelli chiusi da spille a forma di merda.
Su questa massa tondeggiante Lady C. fa convergere la luce di due lumi a petrolio posti nelle vicinanze.
La massa tondeggiante illuminata manifesta la sua sostanza: si tratta di un enorme culo fremente, su cui è tracciato un complesso disegno.
Si odono deboli gemiti soffocati e mugolii.
"Ecco, ora ci siamo tutti", sibila Lady C.
Mission Impossible
Jason uscì dalla metropolitana in High Street Kensington. Holland Park era a due passi.
"Gimme some fire, please!"
Jason gli porse il suo Dunhill d'oro. Era stato l'ultimo regalo che lui aveva fatto a suo padre. L'accendino, prima di ritornare nelle sue mani, aveva trascorso parecchio tempo nelle tasche di Venkmann.
"Lei è Jason Spengler" disse l'agente speciale, dopo avere aspirato il fumo della prima boccata "il Capo la attende, passi pure, vada verso la villa ma non entri, aspetti che la luce della serra si accenda, che l'impianto di irrigazione si attivi e poi, se non succede nulla, ritorni da me. In tale caso sceglieremo un'altra procedura".
Non sarebbe successo niente ma tale mossa tattica, in tutti i casi sperimentati, aveva generato paranoia nei soggetti ospiti.
Jason raggiunse la villa e prima che la luce si accendesse aveva già aperto il portone della casa ed era già entrato e si era già pulito la suola delle scarpe su un prezioso tappeto di William Morris recuperato dalla Oxford Union Library. Non fece volutamente caso alle armature medioevali (sicuramente altri agenti speciali le utilizzavano come copertura) e si accinse a salire i gradini dello scalone. Chiunque ci fosse nelle coarazze fece finta di non averlo visto (erano questi gli ordini).
"Vieni su in fretta, ragazzo, dobbiamo parlare di molte cose" la voce era familiare ed era ben diversa da quella sentita da Fortnum & Mason.
Due piani più in alto comparve il Primo Gentiluomo. Jason lo raggiunse mentre si stava allacciando una gonna scura a righe sottili... il suo sospetto si stava avverando.. pazienza! Mentre stava per rassegnarsi la trasformazione ebbe inizio: il petto, libero da giacca e gilet, si gonfiò; le mani rugose, libere dai guanti, mostrarono unghie laccate; i capelli si sciolsero sulle spalle; le mascelle si contrassero più volte e parte della maschera di lattice si staccò dal viso finchè, con un altro piccolo gesto, cadde del tutto.
"Vieni con me, ragazzo" disse Lady Cophetua Hinshelwood.
Il maggiore molto probabilmente era il Maggiore, pensò jason
"Gimme some fire, please!"
Jason gli porse il suo Dunhill d'oro. Era stato l'ultimo regalo che lui aveva fatto a suo padre. L'accendino, prima di ritornare nelle sue mani, aveva trascorso parecchio tempo nelle tasche di Venkmann.
"Lei è Jason Spengler" disse l'agente speciale, dopo avere aspirato il fumo della prima boccata "il Capo la attende, passi pure, vada verso la villa ma non entri, aspetti che la luce della serra si accenda, che l'impianto di irrigazione si attivi e poi, se non succede nulla, ritorni da me. In tale caso sceglieremo un'altra procedura".
Non sarebbe successo niente ma tale mossa tattica, in tutti i casi sperimentati, aveva generato paranoia nei soggetti ospiti.
Jason raggiunse la villa e prima che la luce si accendesse aveva già aperto il portone della casa ed era già entrato e si era già pulito la suola delle scarpe su un prezioso tappeto di William Morris recuperato dalla Oxford Union Library. Non fece volutamente caso alle armature medioevali (sicuramente altri agenti speciali le utilizzavano come copertura) e si accinse a salire i gradini dello scalone. Chiunque ci fosse nelle coarazze fece finta di non averlo visto (erano questi gli ordini).
"Vieni su in fretta, ragazzo, dobbiamo parlare di molte cose" la voce era familiare ed era ben diversa da quella sentita da Fortnum & Mason.
Due piani più in alto comparve il Primo Gentiluomo. Jason lo raggiunse mentre si stava allacciando una gonna scura a righe sottili... il suo sospetto si stava avverando.. pazienza! Mentre stava per rassegnarsi la trasformazione ebbe inizio: il petto, libero da giacca e gilet, si gonfiò; le mani rugose, libere dai guanti, mostrarono unghie laccate; i capelli si sciolsero sulle spalle; le mascelle si contrassero più volte e parte della maschera di lattice si staccò dal viso finchè, con un altro piccolo gesto, cadde del tutto.
"Vieni con me, ragazzo" disse Lady Cophetua Hinshelwood.
Il maggiore molto probabilmente era il Maggiore, pensò jason
Fermento a Buckingham Palace
La Regina aprì la busta con il dossier dei servizi segreti. Si infilò gli occhiali e scorse attentamente la pagina intitolata "Summary".
Winnie stava in piedi, in atteggiamento dignitosamente ossequioso.
"Brown è stato avvertito?" chiese.
"No, Vostra Maestà"
"Benissimo" disse la Regina.
"... e qual'è a vostra opinione, Milord?"
"La mia opinione è che Shitland sia e debba restare una terra inglese".
"Concordo con voi. Nomineremo questo Di Culo Baronetto e poi lo convincermo all'annessione. Intanto manderemo qualche nave contro la Confederazione, come abbiamo fatto alle Falkland. Tutti hanno paura degli inglesi, giusto?"
"Moltissimi, Vostra Maestà, ma non proprio tutti"
"Mh, da un seguace di Cromwell come voi non c'é che da aspettarsi il disprezzo per la nostra nobile terra"
"No, Vostra Maestà, è che una guerra con la Confederazione sarebbe un disastro, soprattutto per Shitland"
"Non capisco perché tenete tanto a quella insignificante stricia di merda... Comunque vi darò ascolto per il rispetto che porto alla memoria di Sir Euston Meruris, e per il vostro ruolo nell’Ordo Merdiensis. Ma vedete di sbrigarvi, e sappiate che se falliscono questi vostri tentativi diplomatici sparerò due cannonate anch'io. E checcazzo! Ma lo sapete, milord, che sono l'unica regina della storia d'Inghilterra che non abbia dichiarato guerra a qualcuno?"
Winnie stava in piedi, in atteggiamento dignitosamente ossequioso.
"Brown è stato avvertito?" chiese.
"No, Vostra Maestà"
"Benissimo" disse la Regina.
"... e qual'è a vostra opinione, Milord?"
"La mia opinione è che Shitland sia e debba restare una terra inglese".
"Concordo con voi. Nomineremo questo Di Culo Baronetto e poi lo convincermo all'annessione. Intanto manderemo qualche nave contro la Confederazione, come abbiamo fatto alle Falkland. Tutti hanno paura degli inglesi, giusto?"
"Moltissimi, Vostra Maestà, ma non proprio tutti"
"Mh, da un seguace di Cromwell come voi non c'é che da aspettarsi il disprezzo per la nostra nobile terra"
"No, Vostra Maestà, è che una guerra con la Confederazione sarebbe un disastro, soprattutto per Shitland"
"Non capisco perché tenete tanto a quella insignificante stricia di merda... Comunque vi darò ascolto per il rispetto che porto alla memoria di Sir Euston Meruris, e per il vostro ruolo nell’Ordo Merdiensis. Ma vedete di sbrigarvi, e sappiate che se falliscono questi vostri tentativi diplomatici sparerò due cannonate anch'io. E checcazzo! Ma lo sapete, milord, che sono l'unica regina della storia d'Inghilterra che non abbia dichiarato guerra a qualcuno?"
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Phillimore Walk, close to Holland Park
Jason non sapeva cosa sarebbe successo nella casa ma il sospetto che il gruppo di Fortnum & Mason non fosse altro che una banda di vecchie checche era molto di più di in sospetto. E se davvero le cose stavano così il maggiore non era il Maggiore ma un'altra checca in pensione. In ogni caso decise di andarci. lui sapeva dove. Il Primo Gentiluomo era ben conosciuto, un dignitario molto vicino alla casa reale, e tutti conoscevano la sua bella casa di Phillimore Walk, nei pressi di Holland Park, sorvegliata dai reparti speciali dei Royal Marines. Nessuno aveva dimenticato la sparizione di ottanta trilioni di tonnellate di merda e si supponeva che il Primo ne sapesse qualcosa. Le cariche piazzate sulla base orbitante non erano ancora scoppiate ma il timore che prima o poi potesse succedere manteneva un continuo stato di all'erta nonchè una grande ansia. Il contenuto radioattivo del deposito non era certo da sottovalutare.
L'appuntamento
La promozione a colonnello, sebbene ratificata, non influenzò minimamente il titolo di Maggiore che Carne aveva strameritato prima della missione Cluster 17. Avrebbe potuto raggiungere i 100 anni, essere nominato baronetto dalla Regina, rincoglionire totalmente, ma nessuno lo avrebbe chiamato in un modo diverso. Anche ora che veniva proposto come commissario straordinario per l'emergenza, dotato di pieni poteri, comandante in capo delle forze di attacco contro sè stesso, in un mondo pieno di generali e di capi di stato maggiore, anche il quell'occasione sarebbe stato l'insostituibile Maggiore Di Culo.
"Ora però è il momento di dirglielo..."
"Accetterà?"
"Non abbiamo dubbio"
"E perchè dovrebbe accettare?"
"Lui lo sa"
"Vorrei saperlo anch'io"
"Tutti vorremmo saperlo, ma non ce ne è bisogno"
Qualcuno urtò una tazza e rovesciò il contenuto nel piatto dove una fetta di Dundee Fruitcake aspettava di essere gustata. Tutta questa scena si svolgeva nella saletta da tè, al piano terra di Fortnum & Mason, a Piccadilly.
Jason Spengler, travestito da cameriere, aveva origliato ma - pur conoscendo i personaggi riuniti al tavolo - non sapeva di chi stessero parlando. Bisognava agire d'astuzia. Si avvicinò al tavolo, con la scusa di cambiare tovaglia, tazze e dolce.
"Io lo so" sussurrò al primo dei gentiluomini seduti al tavolo.
"Dio sia lodato, cominciavo ad essere curioso" rispose il Primo Gentiluomo, alzandosi ed avviandosi all'uscita, dribblando le ordinate cataste di confezioni di tè.
Jason, che si aspettava ben altra risposta, rimase indeciso sul da farsi ma si riprese nel giro di pochi secondi.
"Signore, ha dimenticato i suoi guanti"
Il Primo Gentiluomo si fermò. Jason accelerò il passo e finse di inciampare, rovinandogli addosso.
"Stia attento, per cortesia!"
"Mi ha mandato lui."
"Ne è certo?"
"Certissimo."
"Ma come faceva il Maggiore a sapere che noi eravamo qui?"
Il senso di deferenza dimostrato mentre veniva pronunciata la parola Maggiore illuminò Jason. La luce che i suoi occhi diffusero obbligò Il Primo Gentiluomo a dire sottovoce:
"Giovanotto, lei è sopra di me, un mucchio di gente sta fingendo di non vedere quello che sta succedendo tra di noi... non potremmo continuare a casa mia?"
"Smonto alle 17.30, sir, dove posso raggiungerla?"
"E' forse sordo, ragazzo? L'ho già detto... a casa mia." c'era la possibilità che il Maggiore non si unisse a loro ma per il momento questo piacente giovanotto avrebbe potuto sostituirlo...
"Ora però è il momento di dirglielo..."
"Accetterà?"
"Non abbiamo dubbio"
"E perchè dovrebbe accettare?"
"Lui lo sa"
"Vorrei saperlo anch'io"
"Tutti vorremmo saperlo, ma non ce ne è bisogno"
Qualcuno urtò una tazza e rovesciò il contenuto nel piatto dove una fetta di Dundee Fruitcake aspettava di essere gustata. Tutta questa scena si svolgeva nella saletta da tè, al piano terra di Fortnum & Mason, a Piccadilly.
Jason Spengler, travestito da cameriere, aveva origliato ma - pur conoscendo i personaggi riuniti al tavolo - non sapeva di chi stessero parlando. Bisognava agire d'astuzia. Si avvicinò al tavolo, con la scusa di cambiare tovaglia, tazze e dolce.
"Io lo so" sussurrò al primo dei gentiluomini seduti al tavolo.
"Dio sia lodato, cominciavo ad essere curioso" rispose il Primo Gentiluomo, alzandosi ed avviandosi all'uscita, dribblando le ordinate cataste di confezioni di tè.
Jason, che si aspettava ben altra risposta, rimase indeciso sul da farsi ma si riprese nel giro di pochi secondi.
"Signore, ha dimenticato i suoi guanti"
Il Primo Gentiluomo si fermò. Jason accelerò il passo e finse di inciampare, rovinandogli addosso.
"Stia attento, per cortesia!"
"Mi ha mandato lui."
"Ne è certo?"
"Certissimo."
"Ma come faceva il Maggiore a sapere che noi eravamo qui?"
Il senso di deferenza dimostrato mentre veniva pronunciata la parola Maggiore illuminò Jason. La luce che i suoi occhi diffusero obbligò Il Primo Gentiluomo a dire sottovoce:
"Giovanotto, lei è sopra di me, un mucchio di gente sta fingendo di non vedere quello che sta succedendo tra di noi... non potremmo continuare a casa mia?"
"Smonto alle 17.30, sir, dove posso raggiungerla?"
"E' forse sordo, ragazzo? L'ho già detto... a casa mia." c'era la possibilità che il Maggiore non si unisse a loro ma per il momento questo piacente giovanotto avrebbe potuto sostituirlo...
Problemi di coppia
Kate non aveva potuto aggiungere nulla di più... Taffery aveva già dimostrato la sua impazienza nel perseguire per la seconda volta la sua prima priorità e Kate sperava, almeno questa volta, di fare di necessità virtù (il che tradotto in termini pratici significava che si augurava che non facesse cilecca anche questa volta).
Avrebbe voluto spiegare a Carne il perchè della sua affermazione. Sapeva che Carne, con la sua solita sindrome di abbandono, avrebbe pensato di essere lasciato solo anche questa volta per poi passare, subito dopo, alla sua sindrome di onnipotenza fonte abituale delle sue solite cazzate.
Avrebbe voluto spiegare a Carne cosa stava succedendo. Lui non avrebbe capito ma lei avrebbe avuto la coscienza a posto. Possibile che il rapporto tra di loro fosse sempre così complicato? Non sarebbe stato forse meglio per loro un impiego in banca, una casetta nella campagna inglese con un paio di marmocchi da allevare?
"No" pensò Kate "forse un po' di sesso sarebbe sufficiente."
"Hai finito?" chiese Taffery dopo avere bussato ripetutanente.
"Sì" rispose Kate, premendo il pulsante dello sciacquone.
Avrebbe voluto spiegare a Carne il perchè della sua affermazione. Sapeva che Carne, con la sua solita sindrome di abbandono, avrebbe pensato di essere lasciato solo anche questa volta per poi passare, subito dopo, alla sua sindrome di onnipotenza fonte abituale delle sue solite cazzate.
Avrebbe voluto spiegare a Carne cosa stava succedendo. Lui non avrebbe capito ma lei avrebbe avuto la coscienza a posto. Possibile che il rapporto tra di loro fosse sempre così complicato? Non sarebbe stato forse meglio per loro un impiego in banca, una casetta nella campagna inglese con un paio di marmocchi da allevare?
"No" pensò Kate "forse un po' di sesso sarebbe sufficiente."
"Hai finito?" chiese Taffery dopo avere bussato ripetutanente.
"Sì" rispose Kate, premendo il pulsante dello sciacquone.
Cazzo, mi tocca fare tutto da solo!
"Cazzo, mi tocca fare tutto da solo!" disse Carne chiudendo la comunicazione.
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