mercoledì 17 giugno 2009
sabato 26 gennaio 2008
Forse.
"Il Rifondatore ha scritto forse due volte. Ci sarà una improbabile possibilità?" pensò Carne.
"No!" tuonò la voce.
"No!" tuonò la voce.
venerdì 25 gennaio 2008
La sentenza
Fine. L'ho scritto io, poi l'ha scritto Derek, poi l'ha scritto anche Myr, anche se col punto interrogativo, ma questo è contenuto nel suo dna, che ha appunto un cromosoma a punto interrogativo.
Comunque in qualità di Rifondatore mi arrogo, dopo che l'hanno scritto tutti, di decretare la fine della saga carniana.
Questo, solo per esigenze editoriali: New American Library a New York, Faber&Faber a Londra, Gallimard a Parigi, volevano assolutamente il manoscritto entro il 25 gennaio.
Ecco dunque, ontologicamente parlando, la vera esigenza che ha determinato la fine.
Ovviamente per i nostri lettori il diverimento continua su:
Shit Generation, ovvero: I Figli di Carne
(già pronto, su un nuovo blog)
"forse non è finita" disse forse Carne
Comunque in qualità di Rifondatore mi arrogo, dopo che l'hanno scritto tutti, di decretare la fine della saga carniana.
Questo, solo per esigenze editoriali: New American Library a New York, Faber&Faber a Londra, Gallimard a Parigi, volevano assolutamente il manoscritto entro il 25 gennaio.
Ecco dunque, ontologicamente parlando, la vera esigenza che ha determinato la fine.
Ovviamente per i nostri lettori il diverimento continua su:
Shit Generation, ovvero: I Figli di Carne
(già pronto, su un nuovo blog)
"forse non è finita" disse forse Carne
Fine?
"Non hai ancora capito? E' finito, finito, finito."
"Avevo ancora un sacco di cose da fare..."
"Potevi farle prima, perchè non le hai fatte?"
"Perchè ne stavo facendo delle altre, non mi sono mai fermato un attimo."
"Così impari a individuare le priorità, senza sprecare il tuo tempo."
"Merda!"
"Appunto! Potevi occuparti d'altro..."
"E io ora cosa faccio?"
"Puoi cominciare a scrivere le tue memorie..."
"Come se fossi in pensione?"
"Sì. Lo sei."
"Mi state buttando via."
"Esatto, non servi più."
"Per una frase del genere potrei suicidarmi..."
"Non male, potrebbe essere la soluzione."
"Fanculo."
"Strana coincidenza!" pensò Carne che cominciava a capire che era davvero la fine.
"Tutto per colpa di quella testa di cazzo!" aggiunse tra sè e sè.
"Avevo ancora un sacco di cose da fare..."
"Potevi farle prima, perchè non le hai fatte?"
"Perchè ne stavo facendo delle altre, non mi sono mai fermato un attimo."
"Così impari a individuare le priorità, senza sprecare il tuo tempo."
"Merda!"
"Appunto! Potevi occuparti d'altro..."
"E io ora cosa faccio?"
"Puoi cominciare a scrivere le tue memorie..."
"Come se fossi in pensione?"
"Sì. Lo sei."
"Mi state buttando via."
"Esatto, non servi più."
"Per una frase del genere potrei suicidarmi..."
"Non male, potrebbe essere la soluzione."
"Fanculo."
"Strana coincidenza!" pensò Carne che cominciava a capire che era davvero la fine.
"Tutto per colpa di quella testa di cazzo!" aggiunse tra sè e sè.
In effetti...

... ForeverCarne è finito.
Ma chi può dire che cosa sta succedendo sul piccolo circuito di Lydden Hill (Wootton Canterbury Kent CT4 6RX)?
Quali piccoli segreti si nascondono tra le pieghe di una comunità apparentemente unita?
Chi sta per sperimentare cosa?
E dall'alto di una posizione ormai consolidata di saggio, chi gioca con la vita di altri, inconsapevoli marionette?
Forse alcune risposte verranno, altre no, ma dopo la Trilogia si apre un nuovo scenario.
Una nuova generazione preme per sapere, per partecipare, per fare le proprie esperienze, financo per sbagliare.
E' la SHIT GENERATION.
Continua...
C'erano voci false che giravano su internet, sembrava - a creder loro - che la storia fosse ormai finita. La parola fine era stata detta alcune ore prima in Italia ma non sulle gelide acque della Manica.
Continua...
Lo spazio bianco è dedicato a tutti coloro che.
.
Continua...
Lo spazio bianco è dedicato a tutti coloro che.
.
giovedì 24 gennaio 2008

"Allora, hai fame?" ripeté Kate.
"Va bene, dammi da mangiare", disse Carne di Culo.
"Sì" disse lei, e aprì la grande credenza.
"Un uovo, Carne di Culo, un uovo per te" disse lei, e i suoi occhi brillavano come stelle lontane.
Il silenzio d'intorno era rotto solo dal fischio del vento tra le dune cosparse di cespugli secchi. Il mare in distanza alzava piccole gelide onde rabbiose.
Carne prese l'uovo, si calò i calzoni e se lo ficcò nel culo.
"Sono stato tuo, per tutto questo tempo" disse Carne di Culo.
"Lo so" disse lei.
"Restituisci a Carnet il portauovo d'argento"
FINE
Yorkshire connection
"Rivoltante" disse Grande
"Cinico!" gli rispose Colui
"Mi avevi promesso che sarebbe morto"
"un giorno o l'altro lo farà"
"Ma forse io non ci sarò più, a gustarmi la scena!"
"E' nel ciclo delle cose, sei suo padre"
"E da quando tu rispetti il ciclo delle cose?"
"Mi sono convertito all'Ordo Merdiensis"
"...Tu?"
"Cinico!" gli rispose Colui
"Mi avevi promesso che sarebbe morto"
"un giorno o l'altro lo farà"
"Ma forse io non ci sarò più, a gustarmi la scena!"
"E' nel ciclo delle cose, sei suo padre"
"E da quando tu rispetti il ciclo delle cose?"
"Mi sono convertito all'Ordo Merdiensis"
"...Tu?"
Nostos alghèia
Raccolse le sue forze e proseguì. Il ghiaccio si stava sciogliendo. Durante il tragitto incontrò quello che restava di Shitland: un'isoletta di non più di un kilometro quadrato, con sopra un'ultima costruzione, una dependance del palazzo presidenziale. La terra era ormai esigua, ma quell'ultimo lembo non era più raggiungibile dalle pompe merdovore, e resisteva pervicacemente in mezzo al mare.
Carne fece qualche passo sulla spiaggia, poi entrò.
"Mi stavi aspettando?"
"Da molto tempo"
"Hai fame?" chiese Kate.
Lui non rispose (era ancora incazzato con lei perchè non lo aveva fatto salire sulla motoslitta).
Lei uscì, andò verso il mare, Carne la seguì.
"Lo avevamo detto che questo fiume sarebbe diventato un mare" disse stringendosi a lui.
Ma lui guardava lontano, forse indietro, verso i bastioni del passato.
"... e i nostri nipoti giocheranno con le onde, gli gnu torneranno all'ovile e..."
Un frullo d'ali interruppe la frase. Una cutrettola aveva nidificato in soffitta.
fine
(musica: a watermelon in easter hay, Frank Zappa)
Carne fece qualche passo sulla spiaggia, poi entrò.
"Mi stavi aspettando?"
"Da molto tempo"
"Hai fame?" chiese Kate.
Lui non rispose (era ancora incazzato con lei perchè non lo aveva fatto salire sulla motoslitta).
Lei uscì, andò verso il mare, Carne la seguì.
"Lo avevamo detto che questo fiume sarebbe diventato un mare" disse stringendosi a lui.
Ma lui guardava lontano, forse indietro, verso i bastioni del passato.
"... e i nostri nipoti giocheranno con le onde, gli gnu torneranno all'ovile e..."
Un frullo d'ali interruppe la frase. Una cutrettola aveva nidificato in soffitta.
fine
(musica: a watermelon in easter hay, Frank Zappa)
Sempre più dura
Carne aveva capito l'essenza del messaggio del vecchio architetto e con due più due aveva fatto quattro, un risultato solitamente straneo alle sue capacità di produzione di pensiero astratto. In qualsiasi modo ci fosse arrivato c'era arrivato. Il bario. L'acqua. Bario più acqua uguale a quasi quattro. Acqua? Fuochino. Acqua salata? Fuoco! I nitrati disciolti nell'acqua avevano innescato una forte reazione endotermica che aveva prosciugato l'intero Canale della Manica del suo calore trasformando tutta la superficie in una spessa lastra di ghiaccio, una specie di ponte tra le due coste.
Carne aveva freddo e il freddo lo rallentava ma sapeva che il culo che aveva avuto non sarebbe durato a lungo, prima o poi il ghiaccio non sarebbe durato a lungo perchè la corrente del golfo, insolitamente calda per il periodo invernale, stava già sciogliendone la parte occidentale. La costa di Dover era davanti a lui ma senza punti di riferimento Carne non riusciva a valutarne la distanza.
Socchiuse le palpebre per mettere a fuoco un puntino nero che sembrava muoversi... si muoveva... si stava avvicinando, velocemente. Una motoslitta! Era salvo... Salvo? Chi stava guidando? Uno dei suoi (pochi) o uno dei loro (tanti?). Gli svolazzanti capelli di Kate (li conosceva bene) lo tranquillizzarono, ora sapeva che ce l'avrebbe fatta. Questa sensazione non durò a lungo, la motoslitta lo superò e proseguì verso la costa francese. Era solo di nuovo, perchè?
Carne aveva freddo e il freddo lo rallentava ma sapeva che il culo che aveva avuto non sarebbe durato a lungo, prima o poi il ghiaccio non sarebbe durato a lungo perchè la corrente del golfo, insolitamente calda per il periodo invernale, stava già sciogliendone la parte occidentale. La costa di Dover era davanti a lui ma senza punti di riferimento Carne non riusciva a valutarne la distanza.
Socchiuse le palpebre per mettere a fuoco un puntino nero che sembrava muoversi... si muoveva... si stava avvicinando, velocemente. Una motoslitta! Era salvo... Salvo? Chi stava guidando? Uno dei suoi (pochi) o uno dei loro (tanti?). Gli svolazzanti capelli di Kate (li conosceva bene) lo tranquillizzarono, ora sapeva che ce l'avrebbe fatta. Questa sensazione non durò a lungo, la motoslitta lo superò e proseguì verso la costa francese. Era solo di nuovo, perchè?
Sulla via del ritorno
Carne sapeva che non tutto quello che luccicava era oro e quindi che tutto quello che sembrava pongo poteva non esserlo, infatti il marrone era ancora lì dentro o così almeno qualcuno pensava. Ora però doveva attraversare il canale.
Prima di pensare doveva - come aveva detto un vecchio architetto molto tempo prima - osservare. con umiltà e senza dare niente per scontato, guardare con curiosità per scoprire ciò che si cerca, o semplicemente quello che accade.
"Senza dare niente per scontato?" si chiese.
Doveva attraversare il canale e ora aveva capito come fare. Si incamminò, leggero e veloce, senza nemmeno bagnarsi la suola delle scarpe.
A Parigi, negli uffici della sicurezza nazionale, M. Taffery stava guardando trasecolato le immagini riprese in tempo reale dal satellite: un uomo stava attraversando a piedi il Canale della Manica. Cercò subito di contattare Kate ma il suo numero era occupato. Non appena ebbe riagganciato il telefono suonò. Era Kate.
"Cosa succede?"
"Dove?"
"Il canale"
"Ti stavo chiamando per lo stesso motivo"
"E' ghiacciato anche dalle tue parti?"
"Non lo so, volevo solo dirti che c'è un uomo che sta attraversando la Manica a piedi."
"Avrà freddo..."
Carne aveva freddo ma sapeva che il freddo non lo avrebbe fermato. Il suo pensiero andò a quando la breve notte di Schit calò gelida sulla brughiera senza riuscire a bloccarlo.
Prima di pensare doveva - come aveva detto un vecchio architetto molto tempo prima - osservare. con umiltà e senza dare niente per scontato, guardare con curiosità per scoprire ciò che si cerca, o semplicemente quello che accade.
"Senza dare niente per scontato?" si chiese.
Doveva attraversare il canale e ora aveva capito come fare. Si incamminò, leggero e veloce, senza nemmeno bagnarsi la suola delle scarpe.
A Parigi, negli uffici della sicurezza nazionale, M. Taffery stava guardando trasecolato le immagini riprese in tempo reale dal satellite: un uomo stava attraversando a piedi il Canale della Manica. Cercò subito di contattare Kate ma il suo numero era occupato. Non appena ebbe riagganciato il telefono suonò. Era Kate.
"Cosa succede?"
"Dove?"
"Il canale"
"Ti stavo chiamando per lo stesso motivo"
"E' ghiacciato anche dalle tue parti?"
"Non lo so, volevo solo dirti che c'è un uomo che sta attraversando la Manica a piedi."
"Avrà freddo..."
Carne aveva freddo ma sapeva che il freddo non lo avrebbe fermato. Il suo pensiero andò a quando la breve notte di Schit calò gelida sulla brughiera senza riuscire a bloccarlo.
mercoledì 23 gennaio 2008
Sintesi, sintesi, e ancora sintesi
"A quanto lo metti?"
"Otto al grammo" disse il tunisino guardandosi intorno circospetto
"Cazzo, è caro!"
"Ok, tieni, dammi quello che vuoi"
Gli parve strano. Prese il pacchettino e mise una banconota da cinquanta nella mano del tunisino. Saranno stati quattro grammi. Il tunisino sparì rapidamente dietro a una montagnola marrone.
Carne non aveva cartine, decise di fare uno svuotino con una Winston che gli era rimasta in tasca. Ma appena aprì l'involto si mise all'inseguimento del tunisino. Quel manigoldo lo aveva truffato: nell'involto c'era una pallina di Pongo.
"Otto al grammo" disse il tunisino guardandosi intorno circospetto
"Cazzo, è caro!"
"Ok, tieni, dammi quello che vuoi"
Gli parve strano. Prese il pacchettino e mise una banconota da cinquanta nella mano del tunisino. Saranno stati quattro grammi. Il tunisino sparì rapidamente dietro a una montagnola marrone.
Carne non aveva cartine, decise di fare uno svuotino con una Winston che gli era rimasta in tasca. Ma appena aprì l'involto si mise all'inseguimento del tunisino. Quel manigoldo lo aveva truffato: nell'involto c'era una pallina di Pongo.
Tutti i colori della Merda

Mentre Carne stava seduto su una montagnola di merda, assorto nei pensieri filosofici di cui sopra, Carnet, spinto da un insolito impulso a agire entrava in una cartoleria di un quartiere periferico di Dunkerque.
"Ha una scatola di Pongo?" disse" la vorrei con dodici colori"
"Prego signore, ecco, sono 6 euro e 50"
"Grazie..."
"Lo scontrino, signore."
"Ah, sì, grazie... buona giornata."
"A lei, signore."
Carnet andò a sedersi in un piccolo caffè poco distante, ordinò un Ricard e cominciò a spacchettare il Pongo. "Io sono il marrone."
Prese tutti i candelotti e iniziò scaldandoli con le mani. Poi, lentamente, li incorporò uno nell'altro.
Ogni tanto si annusava le dita, e antiche memorie parevano emergere.
Impastò la massa per una mezz'ora, in uno stato di pace meditabonda.
La palla aveva preso un colore grigio verdastro, era tiepida del suo tocco.
"Io sono il marrone, e sono ancora qui dentro. Ecco il Caos, ecco la sintesi, ecco il Principio. Entropia... Carne!" chiamò col pensiero "Vieni, giochiamo a fare i vermi di Pongo"
l'uomo dell'uovo
In sostanza Carne era solo, doveva porsi domande e darsi risposte alle quali avrebbe dovuto credere oppure no. La prospettiva non era delle migliori ma, malgrado alcune supposizioni, Carne aveva il grande vantaggio di non pensare e, nelle rare eccezioni, di farlo per tempi brevissimi. Uomo d'azione, aveva bisogno di obiettivi e, quando necessario, di filosofie semplici, di illusioni, di conigli estratti dal cilindro. In sostanza era poco più di un bambino, capiva solo quello che capiva, prediligeva mosse tattiche, senza sapere cosa fossero, a progetti strategici perchè il tempo delle attese, per lui, era tempo sprecato. Dovendo scegliere tra l'uovo certo ed una gallina possibile, non aveva dubbi.
In termini di filosofia spicciola era sicuramente meglio attribuire agli oggetti del pensiero un'esistenza indipendente dal pensiero stesso... ma continuare su questa strada ci porterebbe lontano mentre tutto quello che stava avvenendo era lì vicino, a poche miglia marine c'era di nuovo la costa inglese. E non dimentichiamo che nel frattempo Shitland, anche se ormai non interessava più a nessuno, si stava sciogliendo mentre tutti i progetti che la riguardavano stavano andando in fumo.
"Vuoi del fumo?" il tunisino era di nuovo lì, non se ne era mai andato.
In termini di filosofia spicciola era sicuramente meglio attribuire agli oggetti del pensiero un'esistenza indipendente dal pensiero stesso... ma continuare su questa strada ci porterebbe lontano mentre tutto quello che stava avvenendo era lì vicino, a poche miglia marine c'era di nuovo la costa inglese. E non dimentichiamo che nel frattempo Shitland, anche se ormai non interessava più a nessuno, si stava sciogliendo mentre tutti i progetti che la riguardavano stavano andando in fumo.
"Vuoi del fumo?" il tunisino era di nuovo lì, non se ne era mai andato.
Testa o croce?
Bisognava andare avanti. La prospettiva cartesiana ovviamente non durò che lo spazio d'un mattino. Pensò: "con quale diritto assumo il mio pensare come dimostrazione della mia esistenza? Il mio pensare potrebbe essere pura illusione, potrebbe essere una captazione di pensieri d'alri, una semplice risonanza, potrebbe benissimo non essere reale". Neanche Shopenhauer si mostrava adatto all'uopo. "Se il mondo è una mia rappresentazione - pensò Carne - devo assumere che l'occhio con cui lo rappresento è l'unico ente reale, dotato di uno statuto ontologico differente da tutto il resto... Che presunzione antropocentrica del cazzo!
Gli sfuggivano, però, in quel momento, (in cui era proprio al bordo della prospettiva solipsista), tutte le considerazioni degli altri filosofi, gli sfuggiva la differenza tra le categorie aristoteliche di eidos e ulé , tra i kantiani noùmeno e fenomeno, per non parlare delle differenze tra essenza ed esistenza evidenziate da Heidegger.
Come tutti i cretini moderni si era affezionato a Cartesio e a Laplace, gente capace di tirar fuori conigli dal cappello, con la peculiarità di averceli messi dentro poco prima...
Comunque bisognava andare avanti. L'essenza di Carne era qualcosa di eterno, ma la sua esistenza dipendeva da da Myrddin, da Derek, Da Klaus, Dal Rifondatore, forse da Grande Merda e Colui (ma a un altro livello ontologico), forse da Pandemonium, del quale il livello ontologico non era chiaro.
"Se almeno potessi dare una bella ripassata a Kate..." pensò,mentre procedeva in un paesaggio qualsiasi.
Gli sfuggivano, però, in quel momento, (in cui era proprio al bordo della prospettiva solipsista), tutte le considerazioni degli altri filosofi, gli sfuggiva la differenza tra le categorie aristoteliche di eidos e ulé , tra i kantiani noùmeno e fenomeno, per non parlare delle differenze tra essenza ed esistenza evidenziate da Heidegger.
Come tutti i cretini moderni si era affezionato a Cartesio e a Laplace, gente capace di tirar fuori conigli dal cappello, con la peculiarità di averceli messi dentro poco prima...
Comunque bisognava andare avanti. L'essenza di Carne era qualcosa di eterno, ma la sua esistenza dipendeva da da Myrddin, da Derek, Da Klaus, Dal Rifondatore, forse da Grande Merda e Colui (ma a un altro livello ontologico), forse da Pandemonium, del quale il livello ontologico non era chiaro.
"Se almeno potessi dare una bella ripassata a Kate..." pensò,mentre procedeva in un paesaggio qualsiasi.
martedì 22 gennaio 2008
Cogito ergo.
Con gli occhi chiusi per sfuggire all'abbagliante bianco Carne non si accorse che tutto era diventato nero o forse sì, ma preferiva pensare il contrario.
"Che schifezza mi ha dato questo tizio?" mormorò mentre pensava che difficilmente in vita sua aveva gustato una simile delizia.
Questa alternanza di pensiero era frutto di quella sinusoidale varianza del suo aspetto e del suo carattere. Non fosse stato per quel posteggiatore abusivo che pretendeva di essere il rifondatore, per la sua voce cruda e rozza che gli trapanava i timpani con una massa di cazzate incomprensibili, ebbene, quella sarebbe stata un bella mattina. Non vedeva per quali motivi avrebbe dovuto sbarazzarsi di un certo Myrrdyn che, tra l'altro non conosceva nemmeno, e di un tale Derek che gli sembrava di avere conosciuto in un buon ristorante parigino di cui ora non ricordava il nome.
Questi due non dovevano essere eliminati perchè la loro sopravvivenza era predeterminata prima della loro nascita, altro che libero arbitrio! Possibile che tutti quanti, compreso questa testa di cazzo di millantato rifondatore, cercassero di attribuirgli delle responsabilità quando il suo ruolo era stato deciso almeno 5000 anni prima? Fanculo!
Aprì gli occhi. La collina aveva il suo colore, quella nuance di marrone che usualmente assume la merda dopo alcuni giorni di esposizione all'aria e alla luce. Le sue mani, e molto probabilmente anche le altri parti del suo corpo, erano bianche, quella tonalità di bianco che ha la pelle degli inglesi.
Era bianco, anglosassone, protestante, un vero wasp, e come tale membro di diritto di uno dei gruppi più privilegiati e più influenti della società, ovvero un cittadino non appartenente a nessuna delle tradizionali minoranze, tantomeno a quella afro.
Ora, doveva affrontare la realtà, sempre che da qualche parte ci fosse davvero perchè in prima istanza il concetto di realtà è intrinsecamente legato all'ontologia, cioè alla disciplina filosofica che si occupa di ciò che esiste. Un problema tipico dell'indagine ontologica può essere formulato come segue: cosa si intende quando si afferma che "una cosa esiste"?
"Cartesio è il mio salvatore!" pensò subito dopo...
"Che schifezza mi ha dato questo tizio?" mormorò mentre pensava che difficilmente in vita sua aveva gustato una simile delizia.
Questa alternanza di pensiero era frutto di quella sinusoidale varianza del suo aspetto e del suo carattere. Non fosse stato per quel posteggiatore abusivo che pretendeva di essere il rifondatore, per la sua voce cruda e rozza che gli trapanava i timpani con una massa di cazzate incomprensibili, ebbene, quella sarebbe stata un bella mattina. Non vedeva per quali motivi avrebbe dovuto sbarazzarsi di un certo Myrrdyn che, tra l'altro non conosceva nemmeno, e di un tale Derek che gli sembrava di avere conosciuto in un buon ristorante parigino di cui ora non ricordava il nome.
Questi due non dovevano essere eliminati perchè la loro sopravvivenza era predeterminata prima della loro nascita, altro che libero arbitrio! Possibile che tutti quanti, compreso questa testa di cazzo di millantato rifondatore, cercassero di attribuirgli delle responsabilità quando il suo ruolo era stato deciso almeno 5000 anni prima? Fanculo!
Aprì gli occhi. La collina aveva il suo colore, quella nuance di marrone che usualmente assume la merda dopo alcuni giorni di esposizione all'aria e alla luce. Le sue mani, e molto probabilmente anche le altri parti del suo corpo, erano bianche, quella tonalità di bianco che ha la pelle degli inglesi.
Era bianco, anglosassone, protestante, un vero wasp, e come tale membro di diritto di uno dei gruppi più privilegiati e più influenti della società, ovvero un cittadino non appartenente a nessuna delle tradizionali minoranze, tantomeno a quella afro.
Ora, doveva affrontare la realtà, sempre che da qualche parte ci fosse davvero perchè in prima istanza il concetto di realtà è intrinsecamente legato all'ontologia, cioè alla disciplina filosofica che si occupa di ciò che esiste. Un problema tipico dell'indagine ontologica può essere formulato come segue: cosa si intende quando si afferma che "una cosa esiste"?
"Cartesio è il mio salvatore!" pensò subito dopo...
A Whiter Shade of Pale
Il problema, o almeno quello che sembrava un problema, era che non solo Carne stava diventando bianco, ma tutto intorno a lui assumeva gradatamente un biancore smagliante, tanto che progressivamente scomparivano i contrasti e i confini tra le cose. Tutto bianco, come pagine ancora da scrivere. Per uno abittuato a vivere nella merda, la sensazione era paradisiaca, ma gli provocava una gioia quasi insopportabile, dolorosa, specialmente nella zona perianale che sembrava essere la sorgente della luminosità.
Nel baglior freddo e asettico simile al mare di latte attraversato da Gordon Pym, Carne ebbe appena il tempo di vedere la faccia del tunisino trasfigurare, e trasformarsi nell'amichevole volto di Winnie, un attimo prima di dissolversi nell'albedo totale in cui tutto era immerso.
La voce del Rifondatore, dal nulla, gli disse:
"Quello che hai assunto è un concentrato di Helleborus con una concentrazione di CDC69 che supera di molto le soglie tollerabili. Praticamente un'overdose. Ti troverai a saltare di due o tre livelli ontologici... dipende da quanta te ne sei fatta. Stavolta, se ammazzassi tuo padre, morirebbe veramente, e senza appello. Potresti addirittura arrivare in casa di Myrddyn o di Derek e sparare un colppo di Shitgun a quegli stronzi. Adesso hai finito di giocare, adesso hai davvero il libero arbitrio. Carne, sei nella Merda".
Nel baglior freddo e asettico simile al mare di latte attraversato da Gordon Pym, Carne ebbe appena il tempo di vedere la faccia del tunisino trasfigurare, e trasformarsi nell'amichevole volto di Winnie, un attimo prima di dissolversi nell'albedo totale in cui tutto era immerso.
La voce del Rifondatore, dal nulla, gli disse:
"Quello che hai assunto è un concentrato di Helleborus con una concentrazione di CDC69 che supera di molto le soglie tollerabili. Praticamente un'overdose. Ti troverai a saltare di due o tre livelli ontologici... dipende da quanta te ne sei fatta. Stavolta, se ammazzassi tuo padre, morirebbe veramente, e senza appello. Potresti addirittura arrivare in casa di Myrddyn o di Derek e sparare un colppo di Shitgun a quegli stronzi. Adesso hai finito di giocare, adesso hai davvero il libero arbitrio. Carne, sei nella Merda".
lunedì 21 gennaio 2008
Confusione
Da tempo Carne utilizzava la pozione, l'aveva provata la prima volta a Camberwell Green, quando un ramo spezzato di H.F. aveva ferito Kate. Aveva assaggiato il liquame, poi aveva preso un goccio del miracoloso sciroppo che il vecchio Fuller aveva consegnato a Kate prima di andarsene. Da quel momento in poi aveva sempre utilizzato, all'insaputa di tutti, la linfa di H.F. poi lo sciroppo, poi la linfa e così via, una vera e propria dipendenza. Non capendo un cazzo (come al solito quando succedeva qualcosa di insolito) stava utilizzando l'antidoto come pozione e la linfa/pozione come antidoto. Il risultato, a lungo andare era lo stesso. Era nero, poi tornava bianco, poi nero di nuovo... e così via anche per l'aggressività, gli stimoli sessuali... Era anche per questo che pochi sapevano che lui era nero (nero, pensava lui di se stesso come colore originario senza sapere di essere bianco, modificato dalla dose di linfa che lui pensava essere l'antidoto...) Insomma, come abbiamo detto prima non ci capiva più un cazzo. Era anche per questo che anche chi lo conosceva bene era confuso, spesso lo confondeva con Carnet non solo per il suo aspetto esteriore (confusione che del resto aveva tratto in inganno anche il vecchio psicoanalista).
Ai piedi della Colline de la Merde Carne aspettava uno spacciatore tunisino. Era rimasto senza linfa e ne aspettava un'altra, del tutto diversa ma - gli avevano assicurato - di ottima qualità. Non c'erano alternative, quindi bisognava provare anche questa. Inghiottì le ultime gocce dell'antidoto e ridivenne bianco un'altra volta.
Ai piedi della Colline de la Merde Carne aspettava uno spacciatore tunisino. Era rimasto senza linfa e ne aspettava un'altra, del tutto diversa ma - gli avevano assicurato - di ottima qualità. Non c'erano alternative, quindi bisognava provare anche questa. Inghiottì le ultime gocce dell'antidoto e ridivenne bianco un'altra volta.
Flashback
Il vecchio Timothy Graham Fuller aveva convinto sua nipote che per fare la salsa ci vuole una pianta che cresce solo a Londra... si chiama ... Shit Tree (Helleborus Foetidus, ndr)... quando la spezzi, dai rami esce un liquame scuro e puzzolente...
In realtà non era ancora arrivato il momento di spiegarle che il suo interesse non doveva essere per la salsa e le azioni della Pea & Lerrins in suo possesso. Lui stava per andarsene e Kate avrebbe dovuto capire da sola quale era la misteriosa qualità della pianta e avrebbe dovuto imparare a servirsene nel momento giusto con la persona giusta.
Il vecchio Timothy Graham Fuller aveva provato su sè stesso la pozione ed aveva deciso di portare nella tomba il segreto: le due nature del suo animo si erano scisse a tal punto che persino il suo aspetto ne era stato trasfigurato, la sua pelle aveva addirittura cambiato colore, il suo carattere caricato di un'aggressività spiacevole, i suoi stimoli erotici azzerati... Da uomo previdente aveva però messo a frutto la sua esperienza con le piante velenose di quando era capo giardiniere ai giardini di Kew e aveva preparato un antidoto. Al momento giusto lo aveva trangugiato e la sua parte più mite era ricomparsa ma con essa il desiderio di riappropriarsi di nuovo dell'altra parte, che a lungo andare avrebbe sopraffatto la prima. Fu proprio con quella certezza che decise di andarsene, con i suoi novantasette anni nessuno avrebbe pensato al suicidio.
In realtà non era ancora arrivato il momento di spiegarle che il suo interesse non doveva essere per la salsa e le azioni della Pea & Lerrins in suo possesso. Lui stava per andarsene e Kate avrebbe dovuto capire da sola quale era la misteriosa qualità della pianta e avrebbe dovuto imparare a servirsene nel momento giusto con la persona giusta.
Il vecchio Timothy Graham Fuller aveva provato su sè stesso la pozione ed aveva deciso di portare nella tomba il segreto: le due nature del suo animo si erano scisse a tal punto che persino il suo aspetto ne era stato trasfigurato, la sua pelle aveva addirittura cambiato colore, il suo carattere caricato di un'aggressività spiacevole, i suoi stimoli erotici azzerati... Da uomo previdente aveva però messo a frutto la sua esperienza con le piante velenose di quando era capo giardiniere ai giardini di Kew e aveva preparato un antidoto. Al momento giusto lo aveva trangugiato e la sua parte più mite era ricomparsa ma con essa il desiderio di riappropriarsi di nuovo dell'altra parte, che a lungo andare avrebbe sopraffatto la prima. Fu proprio con quella certezza che decise di andarsene, con i suoi novantasette anni nessuno avrebbe pensato al suicidio.
Keystone
Venkmann era un po' in imbarazzo. Che lo cercasse proprio Pandemonium in persona, dopo che lui l'aveva abbandonato davanti al Titty Twister, e anche dopo la figuraccia d Wanfalgurbjan, gli sembrava strano.
Lo fecero passare attraverso la grande sala controllo degli scarichi di Shitland. Un paio di tecnici ucraini controllavano pigramente il flusso incostante delle pompe merdovore.
Pandemonium si era fatto allestire un piccolo ufficio a fianco della cabina di controllo. Dalle vetrate si poteva vedere un bel tratto di costa: ormai Shitland era tornata ad essere un isola, erosa ai lati con progressione inesorabile.
"Siediti, Venk - disse Pandemonium in modo affabile - Un drink?"
Pandemonium conosceva i gusti di Venkmann e mise sul tavolo una bottiglia di tequila senza bicchieri. Venkman svitò accuratamente il tappo e trangugiò una quindicina di sorsate, poi disse:
"In cosa posso... ehm, servirti, Santanico?"
"Devi prendermelo vivo, e portarlo qui"
"Ancora Carne, vero? Ma cos'ha che ti interessa tanto, quell'uomo?"
"Bisogna che non arrivi all'Helleborus. In tutta questa faccenda tutti si sono dimenticati di quella maledetta pianta, eppure è lì, tutta la chiave del marchingegno"
"C'è da fare del grano?" chiese Venkmann con lo sguardo disabitato.
"C'è molto di più. Dentro quella pianta c'è un enzima, il CDC69, che risolverebbe in un colpo un bel po' di problematiche di questa storia"
Venkmann guardava Pandemonioum con lo sguardo sempre più vuoto. Lui non sapeva un cazzo delle problematiche di questa storia. Era morto già un paio di volte e si era ritrovato vivo. Tutto qua.Per la verità una volta era stato suo figlio, quando era socio di Jason, ma Venkmann è sempre Venkmann. "Morto o vivo, padre o figlio, se c'è da sparare e da fare del grano, sono qua" pensò.
"...questo enzima, - continuò Pandemonium - assunto per via anale agisce a livello genetico e trasforma i cromosomi razziali. Trasforma i neri in bianchi. Ci sono degli studi che dimostanoo che la razza umana in origine era nera. Siamo partiti tutti dall'Africa. Capisci, Venkmann? Un pianeta di fottuti negri. La cosiddetta razza bianca è venuta fuori nell'epoca lemurica, assumendo l'Helleborus. Hai capito?"
Venkmann non aveva mai sentito parole come "enzima" o "cromosoma" e pensò che Pandemonium infilasse nel discorso delle parole straniere per incuriosirlo.
Quanto ai neri che erano diventati bianchi pensò subito a Michael Jackson e si concentrò sulle parole di Dirty Diana.
"Vai avanti, Santanico. Quanti sono questi negri a cui dobbiamo fare il culo?"
"No, non si tratta di questo, maledetto idiota. Bisogna che Carne non metta le mani su quella pianta. La Fuller conosce il segreto, forse ha anche la spilla. Il giorno che Carne dovesse finalmente scopare quella donna, lei gli rivelerebbe tutto, lui prima o poi arriverebbe all'enzima, e diventerebbe identico a quel gagà di suo fratello. In pratica si realizzerebbe quella famosa sintesi anale".
Venkmann pensò che si trattasse di un giro di film porno in cui due gemelli facevano sesso anale con la Fuller. Non capiva cosa c'entravano le spille e le piante, ma sapeva che la gente ha ogni genere di perversione. Pensò alla Fuller che faceva sesso con una spilla e si eccitò, ma solo un po'.
"Gran fica. Dobbiamo far fiuori anche lei?" disse Venk.
Pandemonium ebbe come un moto di sconforto. Come avrebbe potuto spiegare a Venkmann che l'Helleborus aveva anche la proprietà (scoperta dall'Ordo Merdiensis) di modificare il livello ontologico delle persone? Come avrebbe potuto dirgli che con l'Helleborus, o meglio con l'enzima CDC69 lo sesso Venkmann avrebbe potuto avere lo stesso statuto ontologico del Fondatore? Come avrebbe potuto spiegargli che lui, Pandemonium, sapeva quelle cose da oltre cinquemila anni, e che la aveva ascoltate direttamente dalla voce del dio Seth?
"Li voglio vivi, vivi! Hai capito Venkmann?"
"Tutto chiaro" disse Venkmann, che aveva capito che Pandemonium li voleva vivi.
Lo fecero passare attraverso la grande sala controllo degli scarichi di Shitland. Un paio di tecnici ucraini controllavano pigramente il flusso incostante delle pompe merdovore.
Pandemonium si era fatto allestire un piccolo ufficio a fianco della cabina di controllo. Dalle vetrate si poteva vedere un bel tratto di costa: ormai Shitland era tornata ad essere un isola, erosa ai lati con progressione inesorabile.
"Siediti, Venk - disse Pandemonium in modo affabile - Un drink?"
Pandemonium conosceva i gusti di Venkmann e mise sul tavolo una bottiglia di tequila senza bicchieri. Venkman svitò accuratamente il tappo e trangugiò una quindicina di sorsate, poi disse:
"In cosa posso... ehm, servirti, Santanico?"
"Devi prendermelo vivo, e portarlo qui"
"Ancora Carne, vero? Ma cos'ha che ti interessa tanto, quell'uomo?"
"Bisogna che non arrivi all'Helleborus. In tutta questa faccenda tutti si sono dimenticati di quella maledetta pianta, eppure è lì, tutta la chiave del marchingegno"
"C'è da fare del grano?" chiese Venkmann con lo sguardo disabitato.
"C'è molto di più. Dentro quella pianta c'è un enzima, il CDC69, che risolverebbe in un colpo un bel po' di problematiche di questa storia"
Venkmann guardava Pandemonioum con lo sguardo sempre più vuoto. Lui non sapeva un cazzo delle problematiche di questa storia. Era morto già un paio di volte e si era ritrovato vivo. Tutto qua.Per la verità una volta era stato suo figlio, quando era socio di Jason, ma Venkmann è sempre Venkmann. "Morto o vivo, padre o figlio, se c'è da sparare e da fare del grano, sono qua" pensò.
"...questo enzima, - continuò Pandemonium - assunto per via anale agisce a livello genetico e trasforma i cromosomi razziali. Trasforma i neri in bianchi. Ci sono degli studi che dimostanoo che la razza umana in origine era nera. Siamo partiti tutti dall'Africa. Capisci, Venkmann? Un pianeta di fottuti negri. La cosiddetta razza bianca è venuta fuori nell'epoca lemurica, assumendo l'Helleborus. Hai capito?"
Venkmann non aveva mai sentito parole come "enzima" o "cromosoma" e pensò che Pandemonium infilasse nel discorso delle parole straniere per incuriosirlo.
Quanto ai neri che erano diventati bianchi pensò subito a Michael Jackson e si concentrò sulle parole di Dirty Diana.
"Vai avanti, Santanico. Quanti sono questi negri a cui dobbiamo fare il culo?"
"No, non si tratta di questo, maledetto idiota. Bisogna che Carne non metta le mani su quella pianta. La Fuller conosce il segreto, forse ha anche la spilla. Il giorno che Carne dovesse finalmente scopare quella donna, lei gli rivelerebbe tutto, lui prima o poi arriverebbe all'enzima, e diventerebbe identico a quel gagà di suo fratello. In pratica si realizzerebbe quella famosa sintesi anale".
Venkmann pensò che si trattasse di un giro di film porno in cui due gemelli facevano sesso anale con la Fuller. Non capiva cosa c'entravano le spille e le piante, ma sapeva che la gente ha ogni genere di perversione. Pensò alla Fuller che faceva sesso con una spilla e si eccitò, ma solo un po'.
"Gran fica. Dobbiamo far fiuori anche lei?" disse Venk.
Pandemonium ebbe come un moto di sconforto. Come avrebbe potuto spiegare a Venkmann che l'Helleborus aveva anche la proprietà (scoperta dall'Ordo Merdiensis) di modificare il livello ontologico delle persone? Come avrebbe potuto dirgli che con l'Helleborus, o meglio con l'enzima CDC69 lo sesso Venkmann avrebbe potuto avere lo stesso statuto ontologico del Fondatore? Come avrebbe potuto spiegargli che lui, Pandemonium, sapeva quelle cose da oltre cinquemila anni, e che la aveva ascoltate direttamente dalla voce del dio Seth?
"Li voglio vivi, vivi! Hai capito Venkmann?"
"Tutto chiaro" disse Venkmann, che aveva capito che Pandemonium li voleva vivi.
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